BioGRAFIA

 

MET_0115  Il 29 dicembre 1973 mio padre e mia madre, si alzarono molto presto, e s’imbarcarono sulla loro GS nuova. Davide, il primogenito, avrebbe fatto il suo ultimo viaggio da figlio unico, perché anche il fratello sarebbe dovuto nascere a Tricase, come lui, come tutti.

E dallo Ionio all’Adriatico, da Gallipoli a Tricase i tre speravano e pregavano in un abitacolo da dividere in quattro per il ritorno. Non li delusi, e dopo qualche ora decisi che era arrivato il mio momento: Alberto.

La mia prima culla si chiamò Santa Lucia, a casa della nonna Neni. Più che una culla fu il mio primo ombelico del mondo: a sinistra avevo una pizzeria, a destra la casa di una pazza (così pensavo io) dal nome Flora, di fronte a destra la Chiesa di Santa Lucia, e di fronte a sinistra il bar di Umberto.

Il caffè, la pizza, la pazza e la chiesa: per un neonato c’erano tutti i buoni presupposti per diventare un italiano medio.

Nell’estate del 1979 ci trasferiamo definitivamente a Tricase dove fra mare, bici e calcio sull’asfalto chiudo la mia fanciullezza.

Con tutto lo stupore di mia madre, insegnante di lettere, che mi dirà “non avrei mai immaginato vederti salire quelle scale” mi iscrivo al Liceo Classico. Quello stesso stupore si trasforma in delusione quando per tutti i cinque anni non mi faccio seguire in latino da lei, ma faccio sempre e tutto da solo lasciandole la spiegazione della perifrastica passiva e della consecutio temporum in canna. Sono cinque anni bellissimi, liberi, anni di amori e delle sue delusioni, anni di motorini, gite e amicizie. Forti amicizie.

Mi diplomo ed approdo all’università. Dopo una parentesi in Economia mi rendo conto che, nonostante non abbia alcun problema nello studio, non mi piace quello che faccio. Nel frattempo trovo la donna della mia vita, Lena, che mi aiuta nelle decisioni e così intraprendo gli studi in Filosofia, mi laureo discutendo, con il disaccordo della commissione, una tesi su Julius Evola.

Inizio a lavorare subito sperando di poter superare il concorso per l’insegnamento. Per tre anni lavoro presso un’azienda che confeziona abiti da uomo per cerimonia. Mi piace moltissimo, amo il mondo delle stoffe e giro l’Italia.

Qualcosa si rompe e cambio.

Nel frattempo io e Lena ci sposiamo e abbiamo tre bambini che mi divoreranno la vita.

Trovo quello che oggi ancora è il mio lavoro, in un’azienda leader nella verniciatura sull’alluminio. Io sono nel settore architettura, ma sopratutto lavoro con colleghi e amici speciali, fantastici ed unici che ogni giorno mi arricchiscono.

Non lavoro per quello che ho studiato, avrei voluto insegnare. Ma sono felice.

Nel frattempo ho scritto. Sempre qualcosa.

Nel frattempo scrivo. Sempre qualcosa.

E alla fine, alla soglia dei 40 anni, ci è scappato un romanzo.

… a luglio 2015 il secondo.

 


 

12 ottobre 2013

dopo la “festa” per la presentazione del romanzo:

I RINGRAZIAMENTI si fanno, generalmente, all’inizio o alla fine di un libro. Io li farò qui, adesso, su questo strumento micidiale che è facebook. E, farli oggi, vuol dire andare al di là della nascita tecnica del romanzo ed arrivare fino al suo battezzo, alla sua presentazione.

UN ROMANZO ha tanti perché, e nemmeno chi scrive li conosce tutti. Il primo grazie, e solo in senso cronologico, è per tutti coloro che già in tempi non sospetti, ed in altri ambiti, aspettavano un mio scritto solo per il piacere di leggermi.

DICO GRAZIE a chi mi è stato vicino in questo periodo d’attesa. Annalisa e ‘Pazio per il loro straripante entusiasmo, Ernesto per l’amicizia e la discrezione, Annagrazia e Miriam per il loro ascolto, Cèdric per gli incoraggiamenti e per i consigli da esperto, Stefania e Tiziana per la loro felicità d’attesa.

GRAZIE AD UN AMICO. Il suo modo d’essere e di fare mi ha dato lo spunto per un personaggio importante e cruciale del romanzo.

GRAZIE A COSIMO, il mio editore: ci ha creduto fin da subito. Grazie al suo staff per la collaborazione e per la bellissima copertina.

GRAZIE A CARLO, l’amico di sempre, uno dei primi tester: determinante, e non era pensabile per me presentare il mio romanzo in un posto diverso dalla sua splendida masseria.

GRAZIE AD ANDREA, i brividi alla visione del booktrailer sapevano di vertigini. Incredibile la sua professionalità al servizio di un amico.

ALBERTO, IL MIO AMICO ILLUSTRATORE. Ci siamo rincontrati dopo più di dieci anni, il sole d’agosto alle quattro del pomeriggio batteva forte eppure, grazie ad un caffè freddo, ci siamo intesi e ha perfettamente interpretato la mia idea.

GRAZIE A DONATELLA, in pochi incontri mi ha guidato fino alla presentazione. Positivamente imbarazzante la sua capacità d’analisi: un fenomeno nello snocciolare il romanzo e illuminarne gli angoli bui.

GRAZIE A DAVIDE mio fratello e a Linda: da lontano si danno da fare per me.

GRAZIE A CHI E’ IN CIELO, mi ha insegnato a leggere linguaggi diversi. Nel romanzo il suo nome c’è, nel mio cuore lei c’è sempre.

GRAZIE A RIZIERI, Lucia, Antonio e Manuela, vi ho colto di sorpresa e mi restituite tanto affetto.

GRAZIE A MAMMA E A PAPA’. Grazie.

LENA, FRANCESCO, VIOLA E DIEGO. Voi siete tutto.

GRAZIE A TUTTI VOI, amici, e soprattutto ai vostri sorrisi increduli, imbarazzati, felici ed emozionati al mio dirvi: “ho scritto un romanzo”.

Grazie,

Alberto

 

 

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